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The Orville: una commedia che poi tanto commedia non è.

Amo essere sorpresa, ma di questi tempi non è affatto facile. The Orville si è rivelata una vera chicca, una commedia che ha finito per prendersi sul serio e rivisitare la fantascienza.

Breve accenno alla trama

Ed Mercer, dopo il tradimento della moglie ed il conseguente divorzio, si ritrova capitano di una nave stellare con l’ex moglie come primo ufficiale.

Il rapporto tra i due crea tensioni esilaranti, ma è anche spunto di riflessione sull’amore e sui rapporti.

La missione è semplice, perfettamente identica a quella proposta da Star Trek. Cinque anni per visitare quelle parti della galassia inesplorate per ampliare la conoscenza della federazione.
La galassia di questa serie è decisamente diversa e più attuale, uno specchio anche un po’ inquisitorio della società odierna.

Nascono così le avventure dell’equipaggio strampalato della Orville. Piccole storie raccontate nelle puntate slegate tra loro, ricalcando le orme della grande fantascienza del passato.

Il mio punto di vista

Seth MacFarlane, autore protagonista della serie, non ha fatto mistero di aver preso ispirazione da “Star Trek” o da “Ai confini della realtà”.
E così l’ho snobba, come tanti, etichettandola come una brutta copia della fantascienza che tanto amo.
Ma un fatidico giorno, mi ci sono imbattuta per caso ed ho capito davvero quanto sia sbagliato giudicare a priori qualunque cosa.

La serie è stata presentata come una commedia, e devo dire che in gran parte lo è, ma tra una battuta demenziale e ‘altra, vi troverete a guardare storie ricche, intense e controverse.

MacFarlane ha preso la fantascienza e la trascinata ai giorni nostri, trattando temi attualissimi e discussi.

Ne sono un esempio i Moclan, una specie composta soltanto da uomini. Infatti quando nasce una bambina Moclan, viene immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico per il cambio di sesso.
E’ così decisamente intrigante vedere una specie omosessuale che discrimina non solo le donne, ma anche l’eterosessualità che sul loro pianeta equivale ad un crimine.

Non temete c’è aria di cambiamento su Moclus.

Altro approccio molto interessante è quello alla religione, proposto anche nella puntata “Kelly la guaritrice”.
Su un pianeta primitivo, un incontro accidentale fa si che si formi un culto che adora l’ufficiale che ha misteriosamente guarito una bambina.
Immaginate di essere al centro di un culto religioso che abbia scatenato le crociate, come vi sentireste?
La storia mi ha davvero spiazzata e devo dire che mi ha fatto ragionare profondamente sul ruolo della religione nell’evoluzione della società.

Questi sono solo pochi esempi perché i temi sono molti: lotta al patriarcato, religione, omosessualità, la lotta di classe, l’emarginazione, la sessualità e molto molto altro ancora.

The Orville mi ha piacevolmente stupita e devo dire che chi ha deciso di presentarla come “la nuova frontiera della demenza” ha commesso un madornale errore.

Una commedia fresca e innovativa senza nessuna vera idea originale alla base. Questo è un vero esercizio di eccellenza.

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