autismo

The good doctor: un’analisi della vita con gli occhi dell’autismo.

E’ una serie delicata che, ruotando intorno alle difficoltà legate all’autismo, ci fornisce un nuovo punto di vista su quello che dovrebbe essere il rapporto tra handicap ed il mondo del lavoro.

Breve accenno alla trama

Shaun è affetto da una forma particolare di autismo che lo porta ad avere una memoria straordinaria. Tuttavia le difficoltà relazionali restano.
Questo già di per sé basterebbe a rendere la strada della vita più che impervia. Purtroppo non è tutto per il povero Shaun.

Malvoluto da un padre degenere, ha come unico sostenitore il fratello minore, Steve. Per sfuggire alle grinfie paterne i due bambini fuggono di casa, arrangiandosi come possono. E come se tutto questo ancora non bastasse, Steve muore in uno stupido incidente.

Così Shaun si trova solo ed entra nel sistema degli affidamenti, lo stesso che fatica a gestire bambini “normali”. Per fortuna un neurochirurgo prende a cuore la sua situazione sostenendolo negli studi ed appoggiando la sua decisione di studiare medicina. Sarà proprio l’anziano chirurgo a spingere perché Shaun possa diventare uno specializzando dell’ospedale di cui è capo.

Il mio punto di vista

Una serie alla ricerca dell’emotività che ci mostra l’autismo come chiave di lettura del mondo.
Le persone affette da questa patologia faticano a relazionarsi con gli altri e sono affetti da gravi manie. Tuttavia spesso dietro questi handicap celano un’intelligenza fuori dal comune.

Oltre a Shaun ci sono molti altri personaggi intensi e definiti.
La mia preferita è sicuramente Lia. E’ una ragazza qualunque che però ci mostra come l’empatia sia una qualità straordinaria. Lia si avvicina a Shaun e in qualche strambo modo riesce ad avere un contatto autentico con lui. Il rapporto con Shuan arricchirà questo personaggio, quasi quanto lei ha fatto con lui.

Putroppo, da fan dei medical drama, devo dire che c’è una lacuna enorme. In primis parlano solo della chirurgia, come accade in Grey’s Anatomy, dimenticandoci di tutti gli altri reparti. Ma la cosa peggiore è che i chirurghi, pur essendo presentati con le loro specializzazioni, si ritrovano ad operare nei campi più disparati. Questo genera un po’ di caos che mi ha fatta innervosire non poco.

Ad ogni modo i casi presentati sono coinvolgenti ed interessanti. Non a caso l’autore di questa serie è il creatore di Dr. House.
La componente principale è l’emotività derivante dalla visione del mondo di Shaun e della visione che il mondo ha di lui.
Adoro l’espediente tramite il quale ci trasportano nella mente di Shaun mostrandoci le immagini di come si sviluppano i suoi pensieri. 

Devo dire che l’ho vista con piacere e dopo la fatica iniziale di adattarmi alle sue lacune, mi sono davvero affezionata attendendo con ansia di vedere nuovi episodi.

Disponibile sul canale Foxlife di Sky e su Prime Video.

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